giovedì, ottobre 22, 2009

Windows 7 language pack italiano per tutte le edizioni

Sembra che sia possibile installare il language pack in tutte le edizioni di Windows e non come dichiarato da Microsoft solo in Ultimate ed Enterprise.

La procedura, testata con successo sia per il 64 che per il 32 bit, è la seguente:
- procurarsi il language pack e montare il contenuto ad esempio con MagicDisc;
- avviare un prompt come amministratore e dare il comando:
dism /online /add-package /packagepath:d:\langpacks\it-it\lp.cab
dove "d" è il drive in cui è presente il language pack.
- finita la procedura, cancellare la chiave di registro situata in:
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\ControlSet001\Control\MUI\UILanguages\en-US
dopo aver fatto una copia di backup della stessa.
Et voilà, Seven in italiano.

sabato, ottobre 03, 2009

Aggiunta command prompt al menu del tasto destro

Esiste un modo rapido e veloce per aggiungere la voce "Apri command prompt" al menu a tendina che appare cliccando con il tasto destro sopra l'icona di una cartella in Windows.

Da una finestra di Esplora Risorse andare su Strumenti/Opzioni cartella... , maschera Tipi di file.
Cercate la voce "Cartella" (NB: non "Cartella di file" !) e una volta selezionata cliccate sul bottone Avanzate. Nella nuova maschera click su Nuovo... e nel primo campo scrivete la scritta che volete appaia nel menu (ad es. "Apri command prompt qui") mentre nella seconda casella scrivete cmd.exe .
Date gli Ok necessari, ed ecco fatto!

martedì, agosto 04, 2009

Server Telnet

Da Windows Vista in poi è possibile installare un server telnet direttamente da "Programmi e funzionalità" nel Pannello di Controllo. Si vedrà in questo articolo come installare un server telnet in Windows XP e precedenti con un tool gratuito scaricabile da kpym.

Telnet permette di avere accesso alla console del sistema da remoto, tramite una comunicazione TCP sulla porta 23. Ricordatevi si sbloccare tale porta nel firewall di Windows.
Installate ora il file eseguibile scaricato dal sito soprascritto e voilà, il server telnet è pronto e gira come servizio di Windows. Per connettervi da un altro pc, in quest'ultimo fate "Start/Esegui...", scrivete "telnet" e date invio. Al prompt che compare digitare "o nomecomputer", dove nomecomputer può essere un IP, un nome NETBIOS o un FQDN.
Alla richiesta delle credenziali fornite quelle del vostro account nel pc remoto.

sabato, giugno 13, 2009

Registrazione gratuita dominio EU.ORG

Il sito http://eu.org/, di grafica molto spartana, offre la registrazione gratuita di un dominio di terzo livello del tipo dominio.eu.org . La guida per fare tutto ciò nel sito è molto scarsa, è anche specificato che questo servizio è tenuto in piedi da volontari, e in qualche forum si dice che la registrazione del dominio può durare anche dalle 4 alle 8 settimane. E' possibile registrarsi come persona fisica e il dominio non deve essere utilizzato per scopo di lucro (no domini commerciali).
La registrazione più potente è sicuramente quella denominata "NS", che permette, avendo un IP fisso in rete, di gestire completamente il server DNS che abbiamo installato, in modo da crearci sopra domini Active Directory, entry per la pubblicazione di macchine interne alla rete privata, e qualt'altro. In pratica il proprio PC diventa un vero e proprio NameServer di Internet.

Parte 1 - Informazioni preliminari

Un server DNS in Interne traduce i nomi host (ad es. www.microsoft.com, da non confondersi con l'indirizzo sel web server, che comincia invece sempre un protocollo - es. http://) in indirizzi IP. Ad esempio, microsoft.com è il nome di dominio, "www" è il nome di rete della macchina sulla quale è installato il server web, "ftp" quello su cui è installato il server FTP, e così via. Si intende nome FQDN (Fully Qualified Domain Name) di un host il suo nome completo (nome host + nome dominio), ad esempio download.microsoft.com.
In rete locale, se esiste un dominio, tutti questi nomi sono gestiti da un server DNS. Nella maggior parte dei casi, il nome di dominio che si associa alla rete è di fantasia, poichè per assegnarne efficacemente uno reale quest'ultimo deve essere registrato in un register (provider di registrazione dei nomi) e deve infine essere propagato in tutti i DNS dei provider e dei nodi di Internet.
Se si vuole dare visibilità a taluni servizi della rete interna alla rete Internet, ecco che è una buona idea far coincidere "dominio Internet" e dominio locale.
Vorrei far notare l'improprietà di carattere geografico di eu.org. Il primo livello (org) indica che il server è negli Stati Uniti ed è di un'organizzazione senza scopo di lucro, il secondo livello, "eu", mai fu più infelice per scelta di nome (sembra indicare una provenienza goegrafica europea). Infine quello che aggiungeremo noi (il terzo livello) sarà secondo i nostri gusti e necessità, e, beffa, il server che lo gestisce sarà in Italia... Per questo e altri motivi di ridondanza, è opportuno registrare un secondo nameserver (infatti il form di registrazione di eu.org ne chiede obbligatoriamente due) che sia situato da un'altra parte del pianeta, in modo da essere facilmente raggiungibili (si ricordi a tal proposito che una query DNS ha usualmente un timeout di 2 secondi). A tale scopo esite il sito http://ns2exchange.com/, che, essendo una sorta di Facebook dei DNS, permette il contatto e lo scambio con altri utenti che hanno la stessa necessità, ovvero: "Io faccio da NS secondario a te, tu a me".
Infine, sarà di sicura utilità leggere le prime diapositive di questo PDF.

Parte 2 - Software

Esistono molti server DNS che possiamo utilizzare, tanti di questi anche gratuiti. Per una comparativa completa leggere qui. A titolo esemplificativo si suggerisce di leggere qui per vedere, nel 2004, come è distribuito l'uso di questi prodotti in Internet.
In questa parte del tutorial ci si occuperà di Microsoft DNS Server e di Simple DNS Plus.

Microsoft DNS Server

Microsoft DNS Server è fornito esclusivamente insieme a una versione di Windows Server. Questo tutorial è valido per le vesioni di Windows Server 2000, 2003 e 2008.
Prima di tutto è necessario creare una zona primaria tramite l'apposito wizard, raggiungibile cliccando con il tasto destro sul nome del server nella console di management del DNS. Il nome della zona primaria è il dominio che avete scelto (del tipo dominio.eu.org). Una volta completata ala procedura guidata ecco che le voci presenti nella registrazione saranno:
- SOA - Start Of Authority: voce che identifica il server come primario di zona e fa sì che la risposta alle query sia sempre di tipo autoritativo;
- NS - Name Server: riporta l'elenco dei name server, cioè dei server DNS per il dominio in questione.

Le voci che sarà necessario aggiungere sono:

- record A per ns.dominio.eu.org;
- record A per ns2.dominio.eu.org;
- record NS per entrambi i precedenti (vanno aggiunti dalla relativa maschera delle proprietà del record SOA, cancellando eventuali precedenti che Ms DNS aggiunge automaticamente).

Fatto questo siamo pronti per la registrazione su eu.org.

Simple DNS Plus

Il principio è lo stesso visto per Microsoft DNS. Si crea una nuova zona nel Records editor seguendo la procedura guidata. Completare con un NS secondario come in figura:










Parte 3 - Registrazione sul sito


Prima di tutto createvi un account qui. Poi andate qui per richiedere un nuovo dominio. La compilazione del form che trovate è facile, ma particolarmente poco intuitivi sono gli ultimi campi. Se scegliete una registrazione di tipo NS dovete inserire almeno 2 voci come in figura seguente. L'IP è quello che compare nel record A associato al nome ns e ns2 nel vostro server DNS.



Fatto questo, scaricate la posta per confermare la richiesta e poi attendete qualche settimana per l'attivazione.

sabato, maggio 23, 2009

Riparare boot di Vista

Ecco tre comandi per riparare il boot di Vista o per sovrascrivere per altri motivi il MBR:

del c:\boot\ /f /s
bootrec /fixmbr
bootrec /rebuildbcd
 
Da ultimo, se i precedenti non dovessero funzionare (ad esempio dopo l'installazione di Windows XP in un PC con Win Vista/7/8/8.1), utilizzare il seguente comando per forza il boot con Vista/7/8:

bootsect /nt60 C: /force

dove C: è il drive un cui è installato Vista/7/8/8.1.
Se non è disponibile una versione funzionante di Win Vista/7/8, utilizzare la console nel CD di installazione.

Talvolta dopo tale operazione non è più possible avviare la partizione con XP (se questa non è la prima nel disco). In tal caso è possibile risolvere con EasyBCD (att.ne a non cambiare la lettera del drive per avvio con ntldr).

lunedì, febbraio 23, 2009

Transparent proxy con IPCop

Alla luce dei problemi visti con router e stateful firewall, l'unica soluzione che rimane per controllare il problema della distribuzione di Internet alla rete locale è quella di usare un proxy, magari in modalità trasparente per evitare di dover configurare tutti client o distribuire il WPAD.
Si trova in Rete una soluzione comoda ed efficace che ci permette di usare un proxy Squid senza perdere molto tempo per la configurazione, e che integra controllo degli accessi e del traffico e molte altre features che possono essere aggiunte con comodi plugin. La soluzione in questione è IPCop.
La comodità di tale software sta tutta nella velocità di implementazione: infatti il sistema una volta installato è pronto e funzionante, e basta aggiungere i plugin desiderati.
IPCop usa Linux 2.4, IPTABLES, Squid (già presenti nell'installazione di default), SquidGuardian, ClamAV e altri ancora, a seconda dei plugin installati.
Come plugins consiglio di dare un'occhiata al sito mhaddons che contiene, nella sezione Downloads, una serie di aggiunte quasi indispensabili. Fra queste i filtri layer 7, utili nel caso si voglia usare il traffic shaping a livello di protocollo applicazione o se si vuole bloccare certi tipi di traffico (es. il P2P, vedi "p2pblock" in mhaddons). Nel caso si vogliano installare i filtri è necessario sostituire il kernel di IPCop con uno che li integra. Istruzioni nel sito alla pagina Layer7 blocker.

C'è da osservare che la scelta di bloccare il P2P non si rivela molto efficace a causa della scarsa efficenza dei pattern di riconoscimento.

martedì, febbraio 03, 2009

Staful firewall: pro e contro


Gli stateful firewall sono dei firewall che operano a livello 4 della pila ISO-OSI, cioè consentono di specificare delle regole che coinvolgono tipo di protocollo (TCP, UDP, ICMP, ecc.) e porta di origine o destinazione. In uno dei precedenti articoli in questo blog abbiamo visto come implementare una soluzione simile in RRAS di Windows Server. La soluzione proposta aveva queste caratteristiche:
- efficace contro le connessioni a server di P2P come Emule;
- meno efficace nel contrastare le connessioni peer nel P2P (ad es. rete Kad o Bittorrent);
- efficace nel filtrare tutti i tipi di pacchetti acconsentendo il traffico solo attraverso le porte note;
- poco efficace nel protocollo FTP in passive mode, dato che le porte dati sono scelte random fra le PASV (1025-65535).

Visti questi pregi e difetti, la caratteristica più appariscente all'utente finale era sicuramente il mancato accesso all'FTP, sia con programmi dedicati che da browser.

Il problema, usando uno stateful firewall (e anche RRAS), non è risolvibile, a meno di rinunciare alla sicurezza della rete...

Si può considerare un proxy come Squid come valida alternativa, ma quest'ultimo lascia passare comunque i P2P. Nel prossimo articolo vedremo una soluzione basata su L7filter, programma che opera a livello sette della pila OSI e che permette quindi di intervenire nei protocolli "applicativi" come HTTP, POP3, FTP, ecc.

A presto!

sabato, gennaio 24, 2009

Thinstation: istruzioni per l' uso


Thinstation è un prodotto open source che permette la trasformazioni di computer un po' datati in terminali.

Il suo utilizzo è piuttosto semplice, a patto che si conosca già abbastanza bene il funzionamento di Linux e dei servizi terminale. Questo articolo illustra brevemente come impostare un'installazione di Thinstation in uno scenario tipico. Cosa da far notare prima di iniziare è che nessuna delle macchine virtuali attualmente sul mercato hanno schede di rete compatibili con Etherboot e Thinstation in genere, quindi bisogna escludere da subito il testing in VM.

Lo scenario considerato è il seguente:
- si usa Windows Terminal Services;
- i pc posseggono lettore floppy e lettore CD-Rom;
- abbiamo Windows Server con servizio Microsoft DHCP attivo;
- un pc con Linux per compilare le immagini di TS.
Vogliamo avviare i pc con TS da rete e farli connettere al server Windows via RDP.

1 - PREPARAZIONE
Procurarsi Thinstation 2.2.2 (attualmente è la versione stabile) da qui; in circa 50MB abbiamo tutto l'occorrente. Da un installazione di Linux scompattiamo il pacchetto. Nella cartella che otteniamo troveremo un file build.conf che serve per configurare i pacchetti hardware delle macchine in questione.
Prima di compilare il tutto ed ottenere le nostre immagini di avvio, dobbiamo raccogliere alcuni dati indispensabili dai pc su cui vogliamo far girare TS:
- marca e modello scheda di rete;
- marca e modello scheda video;
- marca e modello chipset;
- mac address scheda di rete;
- assicurasi che la ram sia almeno 64MB, in caso contrario TS non si avvia.
Per la raccolta di questi dati consiglio Everest Portable (thanks to Bert).

Scrivere il file build.conf come da esempi nella stessa cartella, aggiungendo i pacchetti che servono. Oltre a questi mettiamo anche il pacchetto rdesktop, che gestisce la connessione RDP.

NB: per la redirection delle chiavette usb, che si vedranno da Esplora risorse. E' necessario includere i pacchetti "supermount" e "automount", oltre cha naturalemnte "usb-hid".
Compiliamo tutto eseguendo il comando da terminale "./build".

Nella cartella "boot-files/etherboot" troveremo i due file che ci servono per il boot da rete tramite Etherboot, nelle altre cartelle ci sono le immagini per boot per altri supporti (cdrom) e metodi (PXE, syslinux, ecc.).

2 - BOOT
Per consentire il boot da rete via Etherboot occuperemo il disco floppy delle macchine client scrivendo l'immagine Etherboot che TS ci fornisce nella cartella "prebuild". L'immagine da 32KB serve a forzare il boot da rete anche da pc che non lo supportano.
Inoltre abbiamo bisogno di settare un server TFTP (è un protocollo molto grezzo per l'invio delle immagini di boot via rete); useremo per questo Solarwind TFTP server (gratuito), settando anche che il server è in sola lettura (NB: la porta in uscita di questo server è la 69 UDP, settate di conseguenza eventuali firewall).
Nella cartella che setteremo come radice TFTP metteremo i file thinstation.nbi e thinstation.nbi.zpxe trovati dopo la compilazione in "boot-files/etherboot".
Nella MMC del DHCP inoltre, in Opzioni Ambito, attiveremo le voci 066 e 067 rispettivamente con l'indirizzo ip del server e il nome del file di boot "thinstation.nbi.zpxe".

N.B.: alcune guide indicano che per Etherboot bisogna settare nel DHCP il file "thinstation.nbi", ma noi vogliamo anche la compatibilità con PXE.

3 - CONFIGURAZIONE DI TS
Si riporta qui di seguito una configurazione funzionante in molti casi:
NET_USE_DHCP=On

KEYBOARD_MAP=it
USB_ENABLED=On
CUSTOM_CONFIG=Off
RECONNECT_PROMPT=On

SESSION_0_TITLE="Terminale 1"
SESSION_0_TYPE=rdesktop
SESSION_0_SCREEN=1
SESSION_0_RDESKTOP_SERVER=192.168.1.17
# con redirect delle chivette usb
SESSION_0_RDESKTOP_OPTIONS="-u 'DOMINIO\\\\utente' -r disk:usb=/mnt/usbdevice,sound:off"
SESSION_0_AUTOSTART=On

SCREEN_RESOLUTION="1280x1024"
SCREEN_COLOR_DEPTH="16"
SCREEN_BLANK_TIME=10
SCREEN_STANDBY_TIME=20
SCREEN_SUSPEND_TIME=30
SCREEN_OFF_TIME=60

X_DRIVER_OPTION1="hwcursor Off"

NET_HOSTNAME=Nomepc

Le voci si spiegano da sè; inoltre in thinstation.conf.sample è tutto ben documentato. Abbiamo molte possibilità per come e dove piazzare i file di configurazione, io preferisco farne uno per ogni macchina che si carichi da rete quando la stessa si avvia.
Per fare questo settiamo delle prenotazioni di IP nel server DHCP (inserendo il mac address della scheda) e piazziamo nella root del server TFTP dei file con nomi di questo tipo "thinstation.conf-192.168.1.11", in modo da controllare la configurazione di ogni macchina semplicemente modificando un file di configurazione nel server. Il file viene letto solo all'avvio di TS.

Si segnala infine un altro prodotto simile: Netstation, che è meno flessibile e meno potente ma più leggero, da prendere quindi in seria considerazione se la ram dei terminali è molto bassa (anche 8MB).

venerdì, gennaio 23, 2009

Thin client: guida alla scelta

Un thin client è un pc trasformato in un terminale. La conversione conviene quando il pc è obsoleto o manca di parti importanti (come l'hard disk). Dove si usano i thin client?
1 - nelle aziende che, avendo a disposizione un server ben equipaggiato, hanno bisogno di molte postazioni per i dipendenti, le quali non compiono operazioni complesse o pesanti;
2 - nelle scuole, per risparmiare sull'hardware e mantenere uno stretto controllo;
3 - in tutti quei casi in cui i pc vecchi con qualche acciacco hardware abbondano.

RETE:
Come agli albori dell'informatica, lo scenario tipico prevede che il terminale (thin pc) si connetta via rete (cablata preferibilmente) con un server, che fornisce una console o interfaccia grafica "spedita" via rete.
Per il dimensionamento dell'infrastruttura di rete tenere conto che l'uso di larghezza di banda è elevato (sconsigliato quindi il wireless) e che è importante l'uso di switch anzichè di hub per evitare al massimo le collisioni di pacchetti.

SERVER:
Per la scelta del server c'è solo da dire che lato Windows l'unica alternativa disponile è usare Terminal Services (implementazione del protocollo RDP), mentre per Linux le alternative sono molte, ma la preferibile secondo me resta la sessione X.
Ovviamente il server deve essere dimensionato per sostenere tutte le utenze simultanee (i parametri principali sono processore e spazio su disco).

LICENZE:
Per Windows usare Terminal Services costa quasi quanto un'installazione locale del sistema operativo. Per le scuole Microsoft da licenze CAL TS nella versione EDU a un quarto del prezzo commerciale. Le CAL TS richiedono sempre la resenza di una versione server di Windows, escluso Small Business.
C'è un'interessante alternativa nel prodotto Terminal services PRO di Elusiva, che permette di usare Windows XP per ottenere 5 terminali, allo stesso modo di Widnows Server, ma senza il costo della sua licenza e delle 5 CAL TS. Il prezzo di questo prodotto si aggira sui 250$.

sabato, dicembre 27, 2008

Installazione lingua italiana in Windows Server 2008

Windows Server 2008 non è disponibile in italiano. Microsoft mette a disposizione dei Language Packs per installare successivamente la lingua desiderata, come accade in Windows Vista Ultimate. I language pack si scaricano dal sito di Microsoft in un'immagine IMG, che contiene delle cartelle per gruppi di lingue indicati nel sito: ad esempio il file che contiene l'italiano è il numero 4 e il gruppo di appertenenza è il 3.
Microsoft riporta la guida per integrare i language pack nel DVD di installazione di WIndows Server, ma nella stragrande maggioranza delle installazioni server di piccole dimensioni avremo bisogno di installare la lingua aggiuntiva in un'installazione già funzionante.
Per fare questo basta digitare da Start\Run... il comando lpksetup, indicare la posizione del file LP.cab che ci serve (estratto preventivamente dalla IMG) e l'installazione procede automaticamente. Dopo il aver eseguito di nuovo il logon, ecco l'interfaccia di Windows Server nella lingua desiderata.

venerdì, dicembre 26, 2008

Errore Sysfader

Può capitare che utilizzando Internet Explorer 7 si incappi in un fastidiosi errore di esecuzione del programma stesso che obbliga a terminarlo. L'errore si presenta più o meno così:
SysFader: iexplorer.exe - Errore di applicazione
L'istruzione a "0x300a2074" ha fatto riferimento alla memoria a "0x05b3de24" . La memoria non poteva essere "read".

L'errore avviene sia dentro IE7, sia alla sua chiusura, sia quando si sta iniziando un download, sia all'esterno di IE, come ad es. in Firefox. La documentazione in Internet è molto varia e spesso le soluzioni proposte non risolvono il problema. Ecco invece tre consigli per risolverlo definitivamente:
  1. disabilitare Attiva transizione di pagina in IE7 da Strumenti/Opzioni Internet/Avanzate e poi riavviare IE;
  2. settare "Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori" da Pannello di Controllo/Sistema/Avanzate/Prestazioni;
  3. (più importante) disattivare in IE7 tutti i plugin relativi a SharePoint da da Strumenti/Opzioni Internet/Componenti Aggiuntivi. L'errore di sysfader accade infatti quando c'è un conflitto di versione fra Office v11 e v12 installati sulla stessa macchina (anche solo se sono installati alcuni componenti di Office, non occorre un'installazione completa).

giovedì, novembre 06, 2008

Registrare online un canale TV

Per poter registrare online un canale TV si può usare il sito gratuito VCast .
Alla voce FaucetPVR infatti è possibile selezionare un canale e un intervallo di tempo in cui registrare il nostro programma preferito, scaricabile poi comodamente in diversi formati (iPod, DivX, OGG, MP3, ecc.). Il filmato viene mantenuto sul server per un massimo di tre giorni dalla fine della registrazione. Il sito permette, allo stesso modo, di fare ciò anche con i canali radio.

venerdì, agosto 22, 2008

Grafici con Google Chart

Google mette a disposizione di tutti gli utenti della Rete un servizio per comporre dei grafici a partire da dataset dell'utente inseribili senza sforzo in pagine web. Basta leggere le istruzioni su come scrivere la stringa per richiedere il grafico e il gioco è fatto. Per chi non volesse programmare i propri grafici allora esiste un tool che permette la costruzione automatica dell'URL all'indirizzo http://www.clabberhead.com/googlechartgenerator.html .

domenica, maggio 25, 2008

Linux Terminal Services


Per poter accedere a Linux da macchine Windows consiglio il tool Xming, che permette la connessione attraverso XDMCP e SSH all'interfaccia grafica di Linux (porte 177 e 22 rispettivamente). Nell'installazione di Linux deve essere abilitato l'accesso (in Gnome è possibile farlo dal pannello "Finestra di login") e deve essere installato un server SSH specialmente se si vuole far girare applicazioni remote come una finestra Windows locale. Da provare, molto comodo e veloce: l'utilizzo di banda di rete è alto (circa 5 volte un RDP) ma la visualizzazione non soffre dei rallentamenti tipici dei Windows RD. Ad es. in Ubuntu, usando il gestore degli accessi GDM (di Gnome), ci può essere qualche problema se nella stessa macchina coesiste anche KDE4 (tipico invece di Kubuntu). Dal lato Windows, un problema non risolto è che anche il nome utente durante l'accesso viene visualizzato con dei pallini, come la password. Una possibile soluzione è installare in Windows il certificato del server SSH.

Ubuntu Wubi


La distribuzione di Linux Ubuntu è molto probabilmente la più matura per quanto riguarda la facilità d'uso. Nell'intenzione di venire sempre più incontro all'utente finale e facilitare la migrazione da Windows, la versione 8.04 (Hardy Heron) è dotata di un tool chiamato Wubi, che permette l'installazione di Ubuntu in PC senza dover partizionare il disco. Inoltre, sfruttando il boot manager di Windows, viene inserita una voce che permette di avviare Linux. I file di sistema sono ospitati da un'immagine del disco rigido che vive come semplice file in NTFS. Proprio una bella trovata!

venerdì, aprile 18, 2008

Tool di videoconferenza

Attualmente per chi cerca un tool di video conferenza online, Yugma è l'offerta meglio progettata: con la versione base basta iscriversi nel sito e si possono creare sessioni di conferenza con la condivisione del proprio desktop.

Se invece gestite un server e cercate una soluzione open per fare videoconferenza, vi consiglio DimDim, che è anche utilizzabile come il primo solo online.

lunedì, marzo 10, 2008

VPN over the Internet

Vorrei segnalare con questo articolo la presenza di un tool molto utile per creare facilmente delle VPN in Internet. Lo strumento in questione si chiama Hamachi, ed esiste nelle versioni per Windows, Linux e Mac OS X. La facilità di gestione delle VPN è impressionante... da provare.

sabato, febbraio 02, 2008

Profili utente in un dominio Windows

A causa della documentazione confusa e a tratti insufficiente di Microsoft, ecco un articolo per partire con la configurazione dei desktop degli utenti dei pc in rete in un dominio Windows.
Alcune premesse:
- è possibile permettere o negare l'accesso con lo stesso account utente da più macchine contemporaneamente (e l'accesso simultaneo è utile se non serve che gli utenti si logghino ogni volta che usano il pc - ad es. sale internet per piccole e medie strutture);
- tutte le porte TCP/IP del server verso la rete locale devono essere aperte, poichè la trasmissione del profilo di Windows necessita alcune porte per l'RPC scelte a caso dopo la 1024, e forzarle è difficile (si interviene sui servizi componenti DCOM) e sconveniente(altri servizi di Windows non funzionano - ad es. alcune istanze fondamentali di svchost.exe);
- gli account del gruppo Domain Admins possono aggiungere e togliere pc dal dominio, mentre se fanno parte di Administrators allora possono anche operare sulle macchine a fondo e accedere al server!);
- gli oggetti computer in un dominio vengono creati automaticamente al primo accesso, gli utenti ovviamente no.

Per incominciare installare nel server la Group Policy Management Console, scaricabile da qui.
Una volta installata potete definire delle policies nuove, oltre a quelle di default già presenti, con il tasto destro sulla voce interessata nel menu a sinistra. La policy entra in funzione quando è "linkata" al dominio. E' possibile settare policies concorrenti, ma consiglio non farlo perchè in tal caso bisogna accuratamente controllare la precedenza. E' meglio associare a ogni policy il gruppo utente desiderato. Per associarla a tuttio gli utenti, aggungere solo Autenticated Users.
Per editare le policy, tasto dx sulla voce relativa del menu a sx e scegliere Edit. Non descrivo qui ogni singolo gruppo di voci perchè è presente una descrizione dettagliata nella console. Sappiate subito che è possibile anche distribuire pacchetti di installazione in formato msi.
Consiglio fortemente di togliere il link dal dominio delle Default Policies e applicare quelle nuove non cancellando le vecchie.

Infine, se qualche pc avesse problemi a creare il profilo locale con l'utente del dominio e desse errori del tipo "Impossibile copiare..." ad ogni tentativo di accesso, allora c'è qualche file corrotto in C:\Documents and Settings\Default User. Salvate da un'altra parte il contenuto della cartella e copiateci dentro il contenuto della cartella di qualsiasi altro utente, eccetto quello in uso e All Users. Loggate poi l'utente e lasciate al pc il tempo di ricostruire il profilo (anche un'ora).
Le informazioni in questa ultima parte dell'articolo valgono per Windows 2000 e Windows XP Professional.

Configurare il DNS per il dominio

Con il comando "dcpromo" di Windows Server viene installato il servizio di Active Directory e si creano le impostazioni nel DNS per l'ingresso in dominio dei pc in rete. Nello specifico il DNS contiene due "zone":
- una con il nome del dominio;
- un'altra con il nome _msdcs.dominio .

La seconda serve per dire ai client dove si trova il servizio LDAP e altri supporti di Active Directory necessari per i pc in rete. Se per caso la cartella non ci fosse o fosse stata cancellata per sbaglio, allora ricreare la zona con il nome _msdcs.dominio e lasciarla vuota (è quasi impossibile ricreare tutte le voci a mano, magari copiandole da un'altra installazione di Windows Server, anche perchè ce n'è almeno una con una stringa esadecimale univoca che identifica il dominio). Infine riavviare il servizio Netlogon (net stop netlogon e poi net start netlogon) e attendere diversi minuti. Al termine dell'attesa ritrovere la zona _msdcs.dominio completa e funzionante.

Infine alcune osservazioni: lanciando dcpromo, se il DNS non è presente nel server, viene installato. Inoltre è possibile, in presenza di un IP fisso nella connessione a Internet, creare un dominio di terzo livello associato all'IP e usarlo nella creazione del dominio. Il wizard di configurazione del DNS darà qualche errore nella schermata di test, che si può tranquillamente ignorare (l'errore è dovuto sostanzialmente al fatto che non il server DNS del servizio che si usa per registrare il nome, DynDns ad esempio, non sa e non permette che il vostro server sia a sua volta un controller di dominio di sottozona delegata). Consiglio (ed è praticamente obbligatorio), nello scenario di rete appena esposto, di usare dei server d'inoltro delle richieste DNS affidabili, e se non volete usare i server del vostro ISP, allora usate OpenDNS (vedi articolo relativo in questo blog).

sabato, gennaio 19, 2008

Porte di MSN e Live Messenger


MSN Messenger (fino alla versione 7.5, ultima compatibile con Windows 2000) usa le seguenti porte:
  • 1863 TCP e UDP per i messaggi ed il log in;
  • 6891-6900 TCP per scambio file (max 10, uno per porta);
  • 5190 UDP
  • 6901 TCP+TCP per la voce

Windows Live Messenger (versioni 8.0,8.1 e 8.5) usa invece:

  • 1863 TCP e UDP per i messaggi ed il log in;
  • 6891-6900 TCP per scambio file (max 10, uno per porta);
  • 12352 UDP
  • 6901 TCP+TCP per la voce
  • 14300 TCP
  • 7790 UDP
La serie di porte 6891-6900 TCP serve per lo scambio file, e, se desiderate permettere un solo scambio file per utente nella rete privata, aprite solo la prima porte, cioè la 6891; per due scambi simultanei anche la seconda e così via.